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Stress, vacanze e sicurezza sul lavoro: perché è importante staccare davvero

  • Immagine del redattore: 81 Sicurezza
    81 Sicurezza
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Stress lavoro-correlato, ferie, recupero psicofisico e benessere organizzativo sono temi che ogni azienda dovrebbe considerare con attenzione, soprattutto nei periodi dell’anno in cui aumentano carichi di lavoro, urgenze, turnazioni e difficoltà a conciliare vita privata e attività professionale.


Le vacanze non sono soltanto un momento di riposo personale. Rappresentano anche una componente importante dell’equilibrio tra lavoro, salute e sicurezza. Quando il lavoratore non riesce mai a staccare davvero, il rischio è che la fatica fisica e mentale si accumuli fino a incidere sulla concentrazione, sulla qualità delle decisioni, sulle relazioni interne e sulla capacità di lavorare in modo sicuro.


Il tema dello stress lavoro-correlato non è marginale. Il D.Lgs. 81/2008 prevede che la valutazione dei rischi riguardi tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, compresi quelli collegati allo stress lavoro-correlato.


Postazione di lavoro con laptop, taccuino e documenti davanti a una finestra affacciata sul mare.

Lo stress non va ignorato perché non si vede subito

A differenza di altri rischi più evidenti, lo stress non sempre si manifesta con segnali immediatamente riconoscibili. Può crescere progressivamente, attraverso una pressione costante, richieste continue, scadenze ravvicinate, difficoltà organizzative, conflitti interni o assenza di reali momenti di recupero.


In alcuni casi il lavoratore continua a svolgere le proprie mansioni, ma con maggiore affaticamento, minore lucidità e ridotta capacità di attenzione. Questo può diventare un problema non solo per il benessere individuale, ma anche per la sicurezza operativa.


In contesti come cantieri, aziende produttive, officine, attività sanitarie, uffici tecnici o realtà con forte carico relazionale, la stanchezza mentale può incidere sulla gestione delle procedure, sull’uso corretto delle attrezzature, sulla comunicazione tra colleghi e sulla capacità di riconoscere tempestivamente una situazione di rischio.


Perché le vacanze servono davvero

Staccare dal lavoro non significa semplicemente non essere presenti fisicamente in azienda. Significa permettere al corpo e alla mente di uscire dal ciclo continuo di richieste, notifiche, urgenze e responsabilità.


Il recupero è efficace quando il lavoratore può ridurre la pressione cognitiva, interrompere il controllo costante delle comunicazioni e dedicare tempo al riposo, alla famiglia, alle relazioni, alle attività personali e al sonno.


L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive il burnout come un fenomeno occupazionale legato a stress cronico lavorativo non gestito con successo. Questo non significa che ogni situazione di stress porti automaticamente al burnout, ma conferma quanto sia importante intervenire prima che il disagio diventi stabile e difficile da recuperare.


Le ferie, se vissute correttamente, possono contribuire a interrompere questo processo. Non sono una soluzione unica né sostituiscono una buona organizzazione del lavoro, ma rappresentano un momento essenziale di recupero.


Quando il lavoratore è in ferie, ma non stacca davvero

Uno dei problemi più frequenti oggi è la cosiddetta reperibilità informale. Il lavoratore è formalmente in ferie, ma continua a ricevere messaggi, telefonate, email, richieste urgenti o aggiornamenti che lo riportano mentalmente al lavoro.


Questa situazione può essere particolarmente diffusa nelle piccole aziende, nei ruoli di responsabilità, nelle attività stagionali e nei contesti in cui non sono state definite sostituzioni, deleghe o procedure chiare.


Il risultato è che la persona si allontana fisicamente dal luogo di lavoro, ma resta psicologicamente agganciata alle stesse pressioni. In questi casi la vacanza perde parte della sua funzione di recupero.


Per questo motivo è importante che l’azienda non consideri le ferie come un fatto puramente amministrativo. La pianificazione delle assenze deve essere parte dell’organizzazione del lavoro.


Segnali da non sottovalutare

Lo stress lavoro-correlato può manifestarsi in modi diversi. Alcuni segnali non devono essere ignorati, soprattutto quando si ripetono nel tempo o coinvolgono più persone all’interno dello stesso reparto o gruppo di lavoro.


Tra gli elementi da osservare rientrano:

  • stanchezza persistente, irritabilità, difficoltà di concentrazione;

  • aumento degli errori, dei conflitti o delle assenze;

  • calo della motivazione e sensazione di sovraccarico;

  • difficoltà a recuperare energie anche dopo il riposo;

  • uso eccessivo di reperibilità, messaggi o comunicazioni fuori orario.


Questi segnali non devono essere letti solo come problemi individuali. Spesso indicano criticità organizzative che meritano una valutazione più ampia.


Il ruolo dell’azienda nella prevenzione

Un’organizzazione attenta alla sicurezza non si limita a gestire i rischi fisici. Deve considerare anche i fattori psicosociali che possono incidere sulla salute e sul comportamento lavorativo.


INAIL mette a disposizione una metodologia per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato e nel 2025 ha aggiornato anche strumenti collegati al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica, segno della crescente attenzione verso l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro.


Per le aziende, questo significa adottare un approccio concreto: valutare i carichi, definire ruoli e responsabilità, pianificare le sostituzioni, evitare sovrapposizioni continue e costruire modalità di comunicazione più sostenibili.


Le ferie devono essere organizzate in modo da garantire continuità aziendale, ma anche reale possibilità di recupero per chi si assenta.


Buone pratiche per favorire il distacco

Favorire il distacco dal lavoro non significa bloccare l’azienda o rallentare le attività. Significa organizzarle meglio, riducendo l’improvvisazione.


Alcune misure utili sono:

  • pianificare ferie e sostituzioni con anticipo;

  • definire chi gestisce urgenze, clienti, fornitori e scadenze durante l’assenza;

  • limitare comunicazioni non necessarie durante le ferie;

  • chiarire quali situazioni sono realmente urgenti;

  • evitare il rientro con accumuli eccessivi di attività non gestite;

  • sensibilizzare dirigenti, preposti e responsabili sull’importanza del recupero.


Queste misure aiutano sia il lavoratore sia l’azienda. Un rientro più equilibrato riduce tensioni, errori e sovraccarico, migliorando la qualità complessiva del lavoro.


Stress e vacanze: un tema anche per le aziende in Sardegna

In Sardegna molte imprese lavorano con picchi stagionali importanti. Turismo, ristorazione, servizi, edilizia, manutenzioni, agricoltura, logistica e attività tecniche possono vivere periodi dell’anno particolarmente intensi.


Proprio per questo, la gestione dello stress e delle pause non deve essere improvvisata. Nei momenti di maggiore carico, il rischio è rimandare sempre il recupero, comprimere le ferie o mantenere un livello costante di pressione.


Una valutazione corretta permette di individuare criticità specifiche: turni troppo lunghi, carichi non distribuiti, responsabilità concentrate su poche persone, comunicazioni fuori orario o assenza di procedure per la gestione delle urgenze.


Staccare è parte della prevenzione

La sicurezza sul lavoro non dipende solo dalla formazione, dai DPI o dalle procedure operative. Dipende anche dalla condizione psicofisica delle persone che ogni giorno devono prendere decisioni, comunicare, guidare mezzi, utilizzare attrezzature, gestire clienti o coordinare squadre.


Un lavoratore stanco, sovraccarico o costantemente sotto pressione può essere più esposto a errori, distrazioni e comportamenti non sicuri.


Per questo motivo, staccare non è un lusso. È una parte della prevenzione.


Le vacanze diventano realmente utili quando l’azienda crea le condizioni perché siano rispettate, organizzate e vissute come un momento di recupero effettivo.


Infografica su stress, vacanze e sicurezza sul lavoro con sei indicazioni per favorire il recupero psicofisico e prevenire fatica, distrazioni ed errori.

Vuoi valutare il rischio stress nella tua azienda?

81 Sicurezza supporta le aziende in Sardegna nella valutazione del rischio stress lavoro-correlato, nell’aggiornamento del DVR e nella definizione di misure organizzative efficaci.


Prevenire lo stress significa proteggere le persone, migliorare il clima aziendale e rendere il lavoro più sicuro, sostenibile e produttivo.


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📞 0785 742082 


Domande frequenti su stress, ferie e sicurezza sul lavoro

Lo stress lavoro-correlato deve essere valutato nel DVR?

Sì. La valutazione dei rischi deve includere anche i rischi collegati allo stress lavoro-correlato, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008.

Le vacanze possono favorire il recupero psicofisico, soprattutto quando permettono un reale distacco dal lavoro. Tuttavia, non sostituiscono una corretta organizzazione aziendale e una valutazione adeguata dei rischi.

Sì. La reperibilità continua può impedire il recupero mentale e mantenere attiva la pressione lavorativa anche fuori dall’orario di lavoro o durante le ferie.

Quando emergono segnali di sovraccarico, conflitti, assenze, difficoltà organizzative o quando si vuole aggiornare correttamente la valutazione del rischio stress lavoro-correlato.


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